STUDIO DABBENI
Hermann Scherchen

Hermann Scherchen (1891-1966). Il suo talento e il suo amore per la musica appaiono sin dalla prima giovinezza. Comincia l’educazione musicale alla Musikhochschule di Berlino, nel 1907 inizia a suonare il contralto nell'orchestra Blüthner e, più tardi, con la Filarmonica di Berlino e il Krolloper. D'altra parte, apprende la professione di direttore d'orchestra da autodidatta. Dopo la prima guerra mondiale dirige due cori di lavoratori, crea il quartetto d'archi Scherchen e la rivista di musica contemporanea Melos. Nel 1933, lascia la Germania in disaccordo con il nazionalsocialismo. A Winterthur prende la direzione dell'orchestra Musikkollegium, che è supportato dal suo mecenate Werner Reinhart, e lo rende famoso in tutta Europa. Nel 1923, si impegna a favore della Internationale Gesellschaft für neue Musik (IGNM). A Bruxelles, allestisce una propria casa editrice musicale Ars Viva e - oltre ad opere editoriali poco conosciute o a opere del passato del tutto sconosciute - si dedica anche ai compositori moderni come K. A. Hartmann e Wladimir Vogel. Nel 1937 si stabilisce in Svizzera. Dopo la seconda guerra mondiale, Scherchen, tra il 1945 e il 1950, è direttore musicale della Radio Zurigo (poi rinominata Radio Beromünster). Dal 1950 in poi lavora con i corsi estivi di Darmstadt (Ferienkurse für Neue Musik). Nel 1954, si stabilisce a Gravesano, dove si costruisce il suo studio di elettroacustica e organizza una serie di congressi. Lo Studio di Gravesano diventa una sorta di tappa obbligata per giovani compositori (Ussachevski, Luc Ferrari, FB Mâche, Iannis Xenakis). Finalmente,  pubblica una rivista trimestrale della musica, la cosiddetta Gravesaner Blätter in cui pubblica i risultati e le recensioni di questi studi di ricerca. Scherchen è sempre stato un irriducibile promotore della musica moderna, e dirige un gran numero di prime esecuzioni (A. Schönberg, P. Hindemith, A. Webern, E. Krenek, E. Varèse, L. Nono, L. Dallapiccola, P . Dessau, B. Blacher, HW Henze, A. Haba, A. Roussel, K. Stockhausen, I. Xenakis, et al.). Durante la prima di Orfeide di Malipiero che dirige a Firenze nel giugno 1966, sviene; e il 12 giugno 1966 muore per un attacco cardiaco. È sepolto a Gravesano di fianco alla sua ultima moglie Pia Andronescu, che lo raggiunse nemmeno due anni dopo.


Gravesaner Blätter, Heft 9, III. Jahrgang, 1957
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