STUDIO DABBENI
André Bloc

André Bloc (1896 - 1966)

Artista polivalente, architetto, plasticien conseil, fondatore e direttore delle tre celebri riviste francesi “L’Architecture d’aujourd’hui » (1930), “Art d’aujourd’hui” (1949-1954), “Aujourd’hui : art et architecture” (1955-1967), André Bloc è stato una figura di riferimento nel panorama internazionale intorno a cui si è coagulato il dibattito sulla cultura artistica e architettonica dagli anni Trenta fino alla metà degli anni Sessanta.

Ingegnere di formazione, diplomato all’Ecole Centrale di Parigi nel 1920, Bloc si dedica ben presto alla pratica dell’arte e alla definizione di una forma di «Sintesi delle Arti» e di «Unità di creazione» che sarà l’obiettivo precipuo della sua opera di artista, architetto e di animatore culturale. Per dare forma concreta all’idea di una collaborazione totale e proficua fra artisti e architetti, nel 1936 promuove a Parigi la fondazione di l’Union pour l’Art in cui ricopre il ruolo di segretario generale, insieme a Pierre Vago, d’un comitato presieduto da Auguste Perret. Nel 1949 condivide con Le Corbusier la vicepresidenza dell’ Association pour une Synthèse des Arts Plastiques presieduta da Matisse, nata in quello stesso spirito che animerà il Groupe Espace, fondato con Felix del Marle nel 1951. Il movimento conterà diverse cellule europee fra cui quella italiana MAC-Espace costituitasi nel 1955, in cui Gianni Monnet ha avuto un ruolo determinante. Gli anni di guerra segnano una cesura nell’attività di André Bloc e al contempo una lacuna nella sua biografia scientifica. Trascorre alcuni anni a Biot, nel sud della Francia, apprendendo e praticando l’arte della ceramica, dopo essere stato costretto, a causa delle origini ebraiche, a lasciare la direzione di “L’Architecture d’aujourd’hui” e la sua casa di Boulogne-sur-Seine.

Nel 1949 comincia a progettare la Maison-atelier a Meudon, fuori Parigi, ch’egli abiterà per tutta la vita e che viene accolta dalla critica come esperimento riuscito di sintesi delle arti. Il grande Parco annesso ospiterà una serie di sculture di dimensioni e fatture differenti : fra queste la Sculpture-Habitacle n.1 (1962), poi sostituita dalla Sculpture Habitacle n. 2 (1964), e la Tour (1966), due testimonianze ancora oggi ammirabili d’un percorso che dalla scultura lo ha condotto all’architettura. La casa di vacanza sul Lago di Garda, realizzata da Vittoriano Viganò, nota come Casa La Scala (1954-1958), suggella la sua passione per l’architettura che riprenderà a praticare insieme a Claude Parent per la sua seconda casa di vacanza, la Maison experimentale, detta anche Villa Bloc, a Antibes (1959-1962). Fra Parent e Bloc si instaura un’intesa privilegiata e una salda collaborazione soprattutto come plasticien conseil, ruolo che lo condurrà ad attivare gruppi di progettazione interdisciplinari e a dare concretezza alla sua personale declinazione di «Sintesi delle Arti». Dagli studi urbanistici per Paris Parallèle (1959-1960, con J.-P. Beguin, Jean Chemineau, Pierre Vago, Marcel Lods) dove riveste il ruolo di sculpteur-plasticien, alla Maison de l’Iran alla Cité Universitaire di Parigi (1960-1968 progettata con Claude Parent, Mohsen Foroughi, Heydar Ghiai, René Sarger), al progetto per l’automobile da città «Urbaina» (1962, con Jean Lin Viaud e Marcel Bercy), André Bloc affronta il processo creativo a scale differenti e affianca collettivi eterogenei.

La sua opera di artista resta eclettica, in continua evoluzione, segnata dall’esplorazione delle potenzialità estetiche e formali di materiali sempre più moderni e dalla contaminazione con le riflessioni sull’architettura e con la pratica di tale mestiere. Anche in questo campo Bloc procede dal gioiello alle sculture ambientali ch’egli definisce sovente «Signal» in quanto presenze che segnano i luoghi e marcano i momenti topici delle sue speculazioni estetiche, formali, materiche.

Gli anni Sessanta sono caratterizzati dalla ricerca strenua e solitaria di nuove forme spaziali dove impera la matrice organica e si profila un nuovo modo di abitare. Anticipata dalle numerose maquettes habitacles (a «geometria indisciplinata», a «geometria fantastica», ad «avvolgimento continuo», a «sovrapposizione elicoidale», secondo la classificazione che ne darà Claude Parent), e dalle due Sculptures Habitacles costruite a Meudon, il punto di arrivo di questa tendenza resta la sua terza casa di vacanza costruita a Carboneras in Spagna (1964-1966), una grande “architettura-scultura” detta anche El Laberinto, che rappresenta l’ultima sua opera di architetto.

André Bloc muore accidentalmente in India, a New Delhi, nel 1966. Gli artisti e gli intellettuali del suo cenacolo gli dedicheranno l’ultimo numero di “Aujourd’hui: art et architecture” (dicembre 1967), ancora oggi una preziosa testimonianza della sua attività variegata e fertile.

 

 



L'Architecture d'Aujourd'hui, 1930
Habitacle 1-1962, 1962
La Tour, 1966
Art d'Aujourd'hui, 1952
Andrè Bloc, ...
Sans titre - Courtesy Galerie Seroussi, Paris, anni cinquanta
Olio su tela
65 x 100 cm
Sculpture - Courtesy Coll. Privata, Anni cinquanta
Porfiro
h 41x 28 x 17,5 cm
Texture, 1959
bronzo e ferro
h 80 x 54 x 35 cm

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