STUDIO DABBENI

Exhibitions

Gillo Dorfles: colori e segni indagatori

Lo Studio Dabbeni presenta per la seconda volta, a cura di Luigi Sansone, l’opera dell’artista Gillo Dorfles. Nato a Trieste nel 1910, laureato a Roma in medicina nel 1935, dagli anni ’30 risiede a Milano. Specializzatosi in psichiatria, coltiva parallelamente gli studi filosofici e critici, iniziando parimenti a dipingere.  I suoi interessi artistici si erano d’altronde già manifestati nel 1929-30 durante un viaggio in Germania e nei paesi del Nord dove aveva avuto modo di conoscere le opere degli espressionisti, in particolare di Klee e di Kandinsky e nell’estate del 1934 quando recatosi a Dornach aveva potuto seguire conferenze steineriane. Nel 1948, a Milano, è tra i fondatori, con Gianni Monnet, Bruno Munari, Atanasio Soldati, del M.A.C., il Movimento Arte Concreta.

La sua opera pittorica comincia a farsi conoscere attraverso le numerose esposizioni collettive (organizzate con i compagni del M.A.C.) e le personali presso la Libreria Salto di Milano e la Galleria George Wittenborn di New York nel 1949. Gli impegni universitari e quelli di estetologo e critico ma, anche la fine dell’esperienza del Movimento Arte Concreta nel 1958 (con la scomparsa di Gianni Monnet), lo inducono a rinunciare “a ogni velleità artistica” e a continuare “a lavorare clandestinamente e a scartamento molto ridotto.”

L’attività espositiva riprende a pieno ritmo nel 1986. Tra le numerose esposizioni, vanno senz’altro ricordate la mostra al PAC di Milano Gillo Dorfles. Il Pittore clandestino nel 2001, a cura di Martina Corgnati, la grande mostra antologica al Palazzo Reale di Milano nel 2010, in occasione dell’uscita del volume Gillo Dorfles. Catalogue Raisonné, a cura di Luigi Sansone e nel novembre del 2015 Gillo Dorfles Essere nel tempo, la grande esposizione al MACRO di Roma a cura di Achille Bonito Oliva e Fulvio Caldarelli.

L’esposizione presenta, attraverso diciotto opere pittoriche e scultoree, cronologicamente distribuite tra il 1988 e il 2015, le fasi più significative dell’opera artistica prodotta nell’ultima trentina d’anni, vicina alla corrente astratta di matrice organica e non geometrica. La sua opera è sempre stata caratterizzata da un profondo interesse per un filone legato a matrici irrazionali e del profondo, svincolata, nonostante la sua appartenenza, sin dalla sua fondazione al M.A.C., da qualsiasi canone artistico e programmatico, percorsa, piuttosto, da segni di ascendenza surrealista e dalla tematica dell’automatismo segnico che a volte si fluidifica in scrittura pur perdurando il cromatismo acceso che da sempre la contraddistingue.

Per l’occasione viene pubblicato un catalogo con un testo di Luigi Sansone